TRASMUTAZIONI
Mostra personale di Alice Corbetta
a cura di Giorgio Agnisola
dal 9 al 24 maggio 2026
Trasmutazioni è il progetto con cui Alice Corbetta, vincitrice della XII edizione del Premio COMEL, torna a confrontarsi con il pubblico in una mostra personale allo Spazio COMEL di Latina. L’artista e designer milanese, toscana d’adozione, è da sempre impegnata in una ricerca articolata e coerente, incentrata sul rapporto tra materia, tempo e trasformazione.

Nelle sue opere vengono accostati materiali diversi, alcuni molto pregiati: pigmenti, juta, bolo nero di Armenia, carta giapponese, garza indiana, metalli in foglia, legno, cemento e ossidanti. Elementi eterogenei che, attraverso un processo rigoroso ma sensibile, vengono stratificati e trasformati in superfici dense, capaci di evocare tracce, memorie e tensioni profonde.
Nel suo lavoro, tempo e caso intervengono direttamente sulla materia, affiancando l’azione dell’artista. È in questo equilibrio tra intenzione e trasformazione che si definisce il cuore della sua ricerca. Come sottolinea il curatore Giorgio Agnisola, Corbetta si immerge “nella materia non solo con attenzione


Le opere in mostra, anche di grandi dimensioni, restituiscono in chiave contemporanea atmosfere e tecniche antiche, rielaborate attraverso procedimenti che affondano nella tradizione artigianale ma si aprono a esiti pienamente attuali, attraversati da un’eleganza essenziale. Ne nasce un continuo dialogo tra fondo e superficie, tra gesto e materia, tra arte e mestiere, in cui ogni lavoro diventa luogo di stratificazione e trasformazione. La mostra rimarrà aperta, tutti i giorni, fino al 24 maggio dalle 17.00 alle 20.00.


Cenni biografici:
Alice Corbetta (Milano, 1964), diplomata in Pittura all’Accademia di Brera con Gottardo Ortelli, inizia con incisioni per il volume Lunaria di Antonio Mercurio. Negli anni ’90 collabora con aziende della moda e sviluppa progetti di design e collezioni di tappeti per società italiane e belghe. Dal 2007 vive in Toscana, dove concentra la sua ricerca sulla matericità e sulle superfici, sperimentando calce, pigmenti e metalli ossidati. Le sue opere, caratterizzate da texture profonde e quasi tridimensionali, sono state presentate in mostre pubbliche e private.



