(DIS)EQUILIBRIUM

Mostra personale di
Luca Ferullo

a cura di Marianna Cozzuto
dal 6 al 21 dicembre 2014

Una coltre di nebbia fitta o un cielo denso come latte, pallido come la luna, ricopre le tele di Luca Ferullo. Biancore diffuso e vigoroso che sembra nascondere una possibilità di colore, la potenzialità dell’esistenza di “qualcosa” dietro iI velo chiaro. In questa distesa asettica emergono, come da uno specchio d’acqua, due corpi celesti che per forma e delicatezza fanno pensare alla luna; un’operazione interessante di traslazione sembra essere avvenuta tra cielo e satelliti: il pallore lunare ha invaso l’atmosfera e le lune si tingono di colori sempre diversi. Con efficacia il bianco contiene e soffoca tutto ciò che non serve ai fini del discorso interno alle opere e mette, invece, in evidenza pochi elementi, costanti, come gli edifici, estremamente semplificati per mezzo di forme geometriche pure, elementari. Lo studio di questi particolari skyline e iniziato per Ferullo nel 2006 e da allora la sua poetica si è mossa sul filo della continuità, ma ha visto una progressione del discorso tematico.

Se prima il messaggio era indirizzato principalmente a denunciare la scellerata cementificazione e l’abusivismo edilizio, adesso un elemento di monito sembra essere entrato nelle sue tele. La Natura infatti, tutt’altro che rassicurante, diventa coprotagonista delle opere per mezzo di pochi elementi , le rocce, un albero, una piccola porzione di bosco, realizzando una sineddoche visiva. Talvolta l’elemento naturale e l’elemento di urbanizzazione sono in semplice contrappunto, due aspetti diversi sui piatti della bilancia: la forza di un edificio costruito su di una roccia scoscesa e l’uguale vigore dell’albero radicato su di una cima, un gruppo di edifici e un albero nel mezzo di una zona soggetta a desertificazione; altre volte invece, soprattutto nell’ultima produzione, l’elemento naturale dimostra una forza maggiore che in alcuni casi e tutt’altro che rassicurante.

Pur nella gracilità dell’aspetto di un albero senza foglie, i rami che spuntano dal limite del campo visivo e che sembrano indirizzati al caseggiato o la resistenza dell’albero nel periodo di minore rigoglio sugli spuntoni di roccia di una grande cascata, sembrano lì atti a ricordare agli edifici, sempre più grigi, privi di colore, animati da piccole finestrelle di luce che rappresentano la vita interna, che la natura appartiene ad un ordine superiore e che la sua potenza potrebbe rivelarsi riappropriandosi di quanto è stato fino ad ora violato. Quello che sta succedendo, senza andare troppo lontano, nel nostro bel paese dove eventi atmosferici, possono mettere in crisi e sgretolare quanto l’uomo ha egoisticamente e pericolosamente costruito. Realtà separate e distinte ma coesistenti, come due universi paralleli, due possibilità, confermate dalla presenza dei misteriosi satelliti che sdoppiano la luna.

Orari di visita: dal martedì alla domenica dalle 18:00 alle 20:00, sabato dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 18:00 alle 23:00 | Ingresso libero