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Goa - Spazio Comel

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L'action painting del pittore Goa

L'arte allo stato puro.

“E' solo una cosa che sento dentro me. E' il desiderio di dare un continuum al percorso artistico segnato da J. Pollock  negli anni ’50. Per me l'action painting è stata una rivelazione spontanea. Per circa due anni mi sono trovato davanti a numerose tele bianche senza riuscire ad agire...
All'improvviso, finalmente, partì il primo lancio seguito a ruota da altri. Fu il trionfo dell'arte, quella vera, quella che non cerchi ma che arriva a te. Lo considero un dono. E' stata l'arte a trovarmi, ed io naturalmente l'ho accolta a braccia aperte.
Cominciai a documentarmi sul metodo di pittura, sino ad arrivare alla scoperta di Jackson Pollock. Tutto tornava.
Senza esserne a conoscenza, quello che accadeva nel mio studio durante l'esecuzione di un quadro era già stato provato allo stesso modo dal Maestro... esecuzione totale dell'opera con tela stesa sul pavimento, action painting e dripping con gestualità assolutamente involontarie, "danza" attorno al quadro, grande spossatezza al termine del dipinto, elaborazione del quadro in stato di trance o semi coscienza.
E' proprio quest'ultima voce a determinare l'esito positivo o negativo del quadro. Un action painting vero, deve essere al 100% involontario. Involontario,  non casuale.  E' il proprio io che comanda i gesti e i lanci, e lo fa in maniera assolutamente efficace e precisa. Un solo lancio sbagliato e il dipinto perde l'equilibrio e l'armonia. La magia è finita e il quadro è da buttare. Non esistono ritocchi, mascheramenti di colore o ripensamenti. Ogni volta che realizzo un quadro ascolto una musica particolare che mi assicura già dalla prime note una concentrazione assoluta. E' la trance music e la techno-elettronica. Per me la trance è uno stato emozionale  dove ci si libera completamente di tutte le preoccupazioni e ci estrania in  tutti i sensi dal mondo che ci circonda... e il nostro io prende vita.
Niente contatti con aldilà o sciocchezze varie.
E' la pace interiore per assoluto, nient’altro.
L'action painting è la chiave di cifratura dell'io che l'ha generata”.

Goa 2012




Il quadro come impronta di un passaggio, ricordo di un avvenimento, testimonianza di un susseguirsi di gesti.  Entrare in sintonia con il colore, i pennelli, la tela ed utilizzare gli strumenti per prolungare all’esterno uno stato emotivo interiore.  I quadri di Goa sono il risultato di uno stato creativo che si manifesta e si consuma come un rito, il cui effetto segna il supporto così come l’immagine di un ricordo si fissa sulla pellicola fotografica. Quello che vediamo è solo l’indice di ciò che è stato.
Nessuna volontà compositiva, nessun desiderio di “rappresentare” pensieri o ricordi, semplicemente azione.
La sovrapposizione delle colature  e sgocciolature di colore intesse le trame di una memoria indecifrabile,
impossibile da codificare in un linguaggio stabilito e ripetitivo. Ogni opera è un discorso autonomo, ognuna è il risultato di un’esperienza personale dell’artista.
Accanto alla totale emancipazione dalla rappresentazione, l’ingresso del simbolo, dell’immagine universalmente riconosciuta, può avvenire solo per mezzo di una invasione della superficie pittorica da parte della realtà.
Se il riferimento all’oggetto reale esiste allora è inutile imitarlo, meglio prelevarlo direttamente dalla realtà e conferirgli il duplice ruolo di oggetto/soggetto applicandolo sulla tela.
L’artista di Cagliari si presenta al pubblico dello Spazio Comel di Latina con un duplice aspetto della propria produzione artistica: i dipinti senza tempo realizzati con lo stile dell’action painting e le composizioni pittoriche che vedono accumulare sulla superficie dell’opera, oggetti della contemporaneità.

Marianna Cozzuto

 
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